mercoledì 1 aprile 2015

Salute e sicurezza nelle PMI sono un investimento

Come aumentare l'efficienza in una PMI? Garantendo salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

In questo modo si risparmia sugli indenizzi che l'azienda deve corrispondere ai lavoratori in caso di malattia o infortunio. L'investimento si paga molto rapidamente perchè la produttività aumenta, essendo tutta la produzione più efficiente. In un ambiente più sicuro, i lavoratori si ammalano di meno e lavorano più serenamente.

Nelle aziende di piccole dimensioni di solito avvengono molti più infortuni, si pensi che a livello europeo l'82% di questi avviene proprio in piccole imprese. Le piccole e medie imprese di solito sono quelle che hanno minor accesso a finanziamenti e quindi più difficoltà a livello lavorativo.

Mettendo in pratica azioni volte alla salute e sicurezza dei lavoratori si riesce inoltre a migliorare l'immagine aziendale e la percezione che ne hanno sia il personale sia i clienti. È importante dare voce ai lavoratori perché spesso sono proprio loro a segnalare dei problemi. Molto spesso se l'azienda viene coinvolta in un grosso infortunio non riesce a farvi fronte ed è seriamente danneggiata, se non costretta a chiudere.

I miglioramenti per l'azienda e i lavoratori non si ottengono agendo esclusivamente su un solo fattore, ma agendo su più fattori contemporaneamente che vanno studiati con l'aiuto di esperti. Migliori condizioni di lavoro sono alla base di un'azienda più produttiva e performante.


Se volete approfondire l'argomento visitate il nostro sito: www.studiomedicopavesi.it

giovedì 12 marzo 2015

A quali obblighi deve sottostare il telelavoratore?

Il telelavoratore si deve attenere agli obblighi dell’art. 20 del TU 81/08 e prendersi cura della propria sicurezza, di quella degli altri e dello spazio lavorativo, utilizzando con diligenza la propria postazione di lavoro.

Prima di tutto è necessario che l'ambiente destinato al lavoro sia diverso da quello in cui si abita e si svolgono attività quotidiane, così da separare l'attività lavorativa da quella domestica.

Il telelavoratore deve assicurarsi che:

  • i locali dove lavora siano in buono stato
  • gli impianti dell'immobile in cui esercita la sua attività siano sicuri
  • vengano eseguite le riparazioni da personale qualificato quando necessario 
  • i locali abbiano avuto l'abitabilità
  • ci sia una superficie adeguata in cui lavorare
  • gli impianti siano a norma e certificati 
  • ci sia adeguata illuminazione, un clima adatto
  • non ci sia l'esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici

Per esempio non è corretto svolgere l'attività lavorativa in un locale come la cucina, dove ci possono essere diversi rischi. Il pc non va collocato in luoghi poco sicuri, come anche gli altri dispositivi elettrici.

È necessario che il lavoratore effettui almeno 11 ore di riposo durante le 24. 
In ogni caso il datore di lavoro non è responsabile per le attività non corrette che il lavoratore mette in pratica. 



martedì 3 febbraio 2015

Divieto assoluto di alcool sul lavoro

Ci sono alcuni lavoratori che per legge sono obbligati a non assumere alcolici, anche al di fuori dell'orario lavorativo. Il divieto è assoluto. Si tratta di lavoratori esposti ad alti rischi, sia per la loro salute sia per quella di terzi. I datori di lavoro sono tenuti a non somministrare ai dipendenti sostanze alcoliche e superalcoliche; queste non devono essere distribuite all'interno delle mense aziendali e dei distributori automatici di bevande.

Il medico competente deve effettuare delle visite periodiche per verificare che questi divieti siano rispettati. I test effettuati dal medico devono essere negativi, non è tollerata neanche una piccola quantità di alcol nel sangue. Gli autisti per esempio hanno il limite zero di alcol nel sangue, cioè non possono assolutamente bere alcolici.

Chi risulta positivo ai test viene allontanato temporaneamente dalla sua mansione, poiché costituisce un pericolo per sé e per gli altri. Oltre all'assenza di alcool deve essere verificata dal medico competente anche l'assenza di sostanze psicotrope e stupefacenti. Nel caso il lavoratore risulti positivo a queste sostanze sarà poi il SERT a seguire il caso e stabilire se si tratta di uso sporadico o se la persona è tossicodipendente. 

Nel caso in cui un dipendente si rechi sul luogo di lavoro in evidente stato di alterazione il datore di lavoro è tenuto ad allontanarlo dalla sua mansione. Se si dovessero verificare danni o infortuni il datore di lavoro è responsabile civilmente e penalmente, perchè colpevole di non aver sorvegliato il comportamento dei dipendenti che non hanno rispettato i divieti.


Alcuni lavoratori d'altra parte potrebbero evitare di bere nei periodi imminenti alla visita di controllo, tuttavia un medico competente esperto si può accorgere della dipendenza da alcolici anche valutando alcune condizioni fisiche della persona, oltre ad avvalersi di test specifici sul sangue. Ci sono alcune alterazioni fisiche che permangono abbastanza costantemente in chi abusa di alcool e che il medico può facilmente riconoscere come ad esempio eccessiva sudorazione, rossore in volto, reazione poco marcata delle pupille alla luce, eccessiva magrezza o obesità. Queste ed altre alterazioni se compaiono tutte insieme sono un chiaro segnale per l'esperto che può trarre le sue conclusioni riguardo il soggetto esaminato. 


Da un rapporto del Ministero della Salute è possibile affermare che dal 4 al 20% degli
infortuni sul lavoro è correlato all'alcol. Ciò significa che dei 940.000 infortuni sul lavoro dai 37.000 ai 188.000 hanno come causa il consumo di alcolici.



giovedì 15 gennaio 2015

PMI e medico competente

Perchè una PMI si deve affidare ad un medico competente?

Prima di tutto perchè è obbligatorio che il datore di lavoro o il suo rappresentante legale nomini un medico competente, il quale poi si occuperà di fare sorveglianza sanitaria. Il D.lgs. 81/08 stabilisce quando va nominato il medico competente, perchè alcune aziende non sono tenute ad averlo.

Il medico competente si occupa della valutazione dei rischi ai quali sono esposti i lavoratori. I rischi sono diversi a seconda delle tipologie di lavoro. Chi lavora nel settore edile per esempio è più esposto a rischi legati a rumori, vibrazioni, movimentazione carichi, ecc. Tuttavia anche i videoterminalisti, cioè coloro che passano più di 20 ore a settimana davanti a pc e monitor sono esposti a rischi per la salute.

Se il datore di lavoro non nomina un medico competente è soggetto a sanzioni pesanti e anche all'arresto. Inoltre deve comunicare al medico stesso tutti i rischi a cui i lavoratori sono esposti.

Sono obbligatori la formazione e l'aggiornamento in materia di sicurezza sul lavoro. Il medico deve essere nominato attraverso la lettera d'incarico dal datore di lavoro.

Il medico competente si occupa di fare le visite ai lavoratori che sono obbligatorie se i rischi sono elevati. Le visite mediche sono a carico del datore di lavoro e consistono in esami clinici anche per verificare che non ci siano dipendenze da alcool o droghe. Gli autisti per esempio sono sottoposti al test antidroga perchè il loro lavoro può diventare molto pericoloso sia per loro che per gli altri. Questo tipo di visita viene ripetuta una volta all'anno.



Per maggiori informazioni www.studiomedicopavesi.it

giovedì 18 dicembre 2014

Il parrucchiere le ha bruciato la testa

Noemi è la prova che non ci si deve fidare di aziende che operano fuori legge con prodotti non a norma.
Il parrucchiere cinese ha bruciato la testa della ragazza, con prodotti e trattamento non a norma. Si era recata qui per fare una tinta. Oltre ad aver danneggiato il cuoio capelluto anche la carne fino quasi all'osso è stata bruciata.

La ragazza ha pagato 77 euro per il trattamento e ha notato subito il bruciore, tuttavia è stata rassicurata dal parrucchiere cinese che le ha lasciato lo stesso la tinta in posa e il cellophane. Successivamente i dolori l'hanno costretta ad andare in ospedale dove è rimasta alcuni mesi per le medicazioni. La ferita aveva un diamentro di ben 10 cm.


Fidatevi solo di parrucchieri controllati e sicuri.
Si sono occupati della storia anche a "Le Iene":
Il video de Le Iene




martedì 25 novembre 2014

Guida di un veicolo industriale: valutazione dei rischi


Quali sono i rischi che derivano dalla guida di un autoveicolo industriale e chi ne è responsabile? Il datore di lavoro. Egli è il responsabile della sicurezza e di conseguenza deve verificare in modo costante che le norme vengano rispettate dai propri lavoratori. Molto spesso infatti accade che i dipendenti mettano in atto comportamenti non conformi alle norme. Se il datore di lavoro non è in grado di eseguire i controlli può delegare questo compito a un’altra persona. 

È necessario definire quali sono le modalità corrette di utilizzo dei mezzi aziendali, come auto, furgoni e camion, basandosi sugli art. 17, 28, 29 del D.Lgs. n. 81/2008. La norma dice che il datore di lavoro deve tutelare l'integrità fisica dei lavoratori, come da art. 2087 del Codice Civile.

Si devono valutare tutti i comportamenti a rischio e quelli che possono indurre a malattie professionali, per esempio stare molte ore nella posizione seduta o l'idoneità psico-fisica del guidatore.